Il Cammino di San Giacomo in Sicilia, una realtà che si consolida sempre di più. Le iniziative in cantiere

Sono stati 183, sinora, dall’inaugurazione dello scorso 4 luglio, nonostante le difficoltà connesse alla pandemia, i pellegrini, italiani, ma anche stranieri  – l’ultima è una donna che vive a Berlino – protagonisti del Cammino siciliano di San Giacomo. Si tratta di un “viaggio” a piedi nel segno della fede, frutto anche dell’impegno congiunto dei Comuni interessati e che, inaugurato lo scorso 4 luglio, si articola in sei tappe attraverso i centri di Caltagirone, Mirabella Imbaccari, Aidone, Piazza Armerina, Valguarnera, Assoro. Nicosia e Capizzi (tutti protetti dall’Apostolo sepolto a Compostela, o custodi di preziose reliquie, oppure caratterizzati da una profonda devozione nei confronti del Santo), per un totale di 111 Km.  

Stamani, nel salone di rappresentanza “Mario Scelba” del municipio, convocata dal sindaco Fabio Roccuzzo di concerto con l’assessore alla Cultura Claudio Lo Monaco, si è svolta una riunione dei sindaci (alcuni in presenza, altri in videoconferenza) dei Comuni che fanno parte del Cammino siciliano di San Giacomo e dei rappresentanti della Confraternita di San Jacopo di Compostella (il priore per la Sicilia Massimo Porta e il referente regionale del Cammino Salvatore Trumino) e di alcune associazioni. La riunione è stata ritenuta dagli intervenuti “assai utile per fare il punto della situazione, accrescere ulteriormente la capacità attrattiva del Cammino e puntare i riflettori sui progetti da realizzare nell’ambito del Pnrr, con particolare riferimento allo <Slow Tourism> e al turismo esperienziale indicato dal Ministero della Cultura. 

Ribadita la valenza non soltanto religiosa, ma anche turistica, del Cammino siciliano di San Giacomo.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *